Stabat Mater di Nicola Bonifacio Logroscino
Chiesa di Santa Caterina da Siena - h. 19.00

Giulia Semenzatosoprano
Raffaele Pecontrotenore

Ensemble “Talenti Vulcanici” della Pietà de’ Turchini  
Stefano Demicheliclavicembalo e direzione

Lo Stabat Mater, celebre sequenza latina presente nella Messa dei Sette Dolori della Madonna e nella Via Crucis, è tradizionalmente eseguita in musica fin dal Medioevo. Logroscino, la cui fama è legata alla definizione attribuitagli di “dio dell’opera buffa”, compose il suo Stabat Mater nel 1760 mentre si trovava a Palermo: in quegli anni infatti, ricopriva il ruolo di maestro di contrappunto nel Conservatorio della città. Anche se oggi non si conosce molto della vita di Logroscino, la sua è una biografia comune a molti musicisti italiani dell’epoca, avendo ricoperto incarichi musicali sia nel campo del melodramma che della musica da Chiesa. Esordì a Napoli proprio come compositore di opere serie. La sua fama si espanse, divenendo uno dei più popolari compositori di lavori teatrali di carattere comico e dominando le scene del teatro dei Fiorentini e del teatro Nuovo almeno fino agli anni 1757-58, quando si cominciò a preferirgli Niccolò Piccinni. Lo Stabat Mater è una delle rare composizioni pervenuteci integre in un manoscritto autografo della Biblioteca del Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli. Esso si ispira alle analoghe composizioni di Alessandro Scarlatti e Giovanni Battista Pergolesi: piuttosto che calcarne le orme collaudate con un’osservanza pedissequa, l’autore si muove in un clima di drammaticità intensa e nel contempo assai controllata, entro la quale le voci soliste e in duetto alternano alle Arie di ampio respiro e di diversa indole, dei Recitativi asciutti, scarni ed essenziali.