"Stabat Mater" di Nicola Logroscino e le Sonate di Domenico Gallo
Chiesa della SS. Trinità dei Pellegrini - h 19.00

Silvia Frigato, soprano
Carlo Vistoli, controtenore 

Ensemble “Talenti Vulcanici” della Pietà de’ Turchini
 
Stefano Demicheli, direttore


 Il progetto è stato realizzato grazie a una collaborazione con L’Arciconfraternita S. Maria della Misericordia e all’ospitalità dell’Arciconfraternita della SS. Trinità dei Pellegrini e Convalescenti.  Il concerto si è aperto con l’esecuzione di alcune sonate di Domenico Gallo (Venezia 1730-1768), nella trascrizione filologica a cura di Gaetano Pitarresi.  Già piuttosto nota ai suoi tempi, grazie ad una discreta circolazione di manoscritti e stampe di editori francesi ed inglesi, tale trascrizione è stata portata alla luce in tempi recenti, quando si è scoperta l’erronea attribuzione a Giovanni Battista Pergolesi.
 Logroscino, la cui fama è legata alla definizione che gli venne attribuita di “dio dell’opera buffa”, visse gli ultimi anni della sua vita a Palermo, città in cui rivestiva l’incarico di maestro di contrappunto del Conservatorio. Lo Stabat Mater venne composto proprio a Palermo nel 1760. Nonostante si conosca poco della vita del compositore, la sua è una biografia comune a molti musicisti italiani dell’epoca. Costoro, nati in piccoli centri del Sud Italia e avviati agli studi musicali presso i conservatori di Napoli, ricoprivano con onore incarichi musicali nel campo sia del melodramma che della musica da Chiesa. Logroscino studiò al Conservatorio di Santa Maria di Loreto ed esordì successivamente a Napoli come compositore di opere serie. La sua fama si espanse, divenendo uno dei più popolari compositori di lavori teatrali di carattere comico. Dominerà le scene del teatro dei Fiorentini e del teatro Nuovo almeno fino agli anni 1757-58, quando si cominciò a preferirgli Niccolò Piccinni. Lo Stabat Mater è una delle rare composizioni pervenuteci integre in un manoscritto autografo della Biblioteca del Conservatorio S. Pietro a Majella di Napoli. Esso prende le mosse dalle analoghe composizioni di Alessandro Scarlatti e Giovanni Battista Pergolesi, muovendosi però, in un clima di drammaticità intensa e nel contempo assai controllata.