“Requiem in Mi bemolle maggiore” – Niccolò Jommelli
Chiesa di Santa Caterina da Siena - h. 21.00

Ensemble “Talenti Vulcanici” della Pietà de’ Turchini
Emanuele Cardi, direttore

Coro della Pietà de’ Turchini
Davide Troìa, direzione Coro
 

Il Requiem (Missa pro defunctis) in Mib Maggiore fu scritto da Jommelli per la morte di Maria Augusta Anna di Thurn und Taxis avvenuta il 1° febbraio 1756. Divenuta Duchessa di Württemberg dopo il matrimonio con Carlo Alessandro di Württemberg (1727) Maria Augusta era la madre del duca Carlo Eugenio di Württemberg, il quale nel 1751 aveva dato spazio alle esecuzioni di Ezio e Didone di Jommelli nel teatro di Stoccarda. Durante quegli anni i rapporti di mecenatismo tra il duca e il compositore divennero abbastanza frequenti: nel 1753 Jommelli scrisse il pasticcio Fetonte per omaggiare il compleanno del duca; questi, dopo un viaggio a Roma, accolse la raccomandazione del cardinale Albani di assumere l'aversano per la direzione del Teatro di Stoccarda, eleggendolo Oberkapellmeister della corte di Stoccarda, non senza avergli prima commissionato un'opera (La clemenza di Tito). Fu proprio durante questo periodo idilliaco con il duca che Jommelli compose il Requiem, prima di una serie di incomprensioni che lo portarono a rompere con la corte e a ritornare in Italia. L'atto compositivo avvenne molto probabilmente in tempi brevissimi, stando a quanto riportato in un manoscritto copia "per uso del Real Conservatorio di S. Maria della Pietà de' Torchini", datato 1781 e conservato presso la Biblioteca del Conservatorio di Napoli (I-Nc Mus. Relig. 981/1). Il manoscritto riporta: "Missa pro defunctis scritta in 3 giorni nel 1766 per la morte della madre del duca di Wittembergh 1766". L'anno errato è visibilmente corretto sul manoscritto in 1756.
 Tra le pagine più fortunate di Jommelli, il Requiem appare una sintesi musicale tra il gusto partenopeo e quello tedesco, in un perfetto equilibrio fra tradizione e innovazione dello stile personale.