"Un virtuoso alla moda"-Nicola Grimaldi detto Nicolini
Cappella Paolina al Quirinale, Roma - h. 11.50

Musiche di Georg Friedrich Händel, Luigi Manzo, Domenico Sarro e Nicola Antonio Porpora.

Nell'ambito de "I Concerti dal Quirinale" Radio 3 - RAI
http://www.radio3.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-96ae4ed2-cbbc-4bbd-b1aa-e9c2405033ee.html

Carlo Vistoli, controtenore

Ensemble “Talenti Vulcanici” della Pietà de’ Turchini
Stefano Demicheli - Direzione e clavicembalo

 Nicola Grimaldi è stato uno degli esponenti più autorevoli della vocalità sei-settecentesca, rivestendo un ruolo di spicco nella ridefinizione della figura del cantante in un contesto internazionale. A cavallo dei due secoli la macchina dello spettacolo musicale subì notevoli modifiche sia sotto il profilo organizzativo che sotto quello artistico e Grimaldi partecipò attivamente a questa fase di cambiamento, diventandone uno dei maggiori artefici. I segreti del canto li apprese presso il Conservatorio della Pietà dei Turchini di Napoli: munito inizialmente di un registro sopranile, col passare del tempo la sua voce si assestò nell’estensione contraltile. La sua fama oltrepassò i confini dell’Italia ed ebbe grandi riscontri sulle scene londinesi in alcuni titoli händeliani. A Napoli ben presto fu assorbito nelle grandi compagini istituzionali quali la Cappella Reale e la cappella musicale del Tesoro di san Gennaro, dove fu accolto nell’ottobre del 1760.  Dopo l’impiego nelle compagnie del Teatro di San Bartolomeo, Grimaldi iniziò le sue peregrinazioni in terre “forastiere”, mietendo successi epocali a Venezia: la città infatti, lo investì del titolo di cavaliere della Croce di San Marco. Anche Bologna, Genova e Parma furono tappe determinanti prima del lungo soggiorno inglese, il quale, iniziato nel 1708, si protrasse fino al 1712. La sua presenza sulle scene londinesi fu leggendaria e culminò con la produzione del Rinaldo di Händel che dopo la prima esecuzione nel 1711 riprese nel ’12, ’15 e nel ’17 – memorabile fu anche l’allestimento napoletano nel ’18 con gli accomodi apportati da Leonardo Leo. Grimaldi lasciò un’impronta interpretativa senza eguali, testimoniata dalle parole degli spettatori inglesi alla sua partenza nel 1712: «the greater performer in dramatic Music that is now living or that perhaps ever appeared upon a stage».